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Dpi anticaduta: diverse tipologie e diversi impieghi

Venerdì 09 Giugno 2017

Questi DPI devono essere adottati solo dopo aver valutato la situazione lavorativa e richiedono di seguire regole basilari per garantire una totale sicurezza.

Dpi Anticaduta: cosa sono?

Quando si parla di Dpi anticaduta si fa riferimento a dispositivi che hanno la funzione di assicurare una persona a un punto di ancoraggio sicuro per prevenire o bloccare una possibile caduta dall'alto nel caso in cui si svolgano attività di lavoro in quota.

Rientrano nella 3^ categoria dei DPI.

Essi devono essere adottati solo dopo aver valutato la situazione lavorativa. Infatti è preferibile scegliere dei sistemi di protezione collettiva (quali reti di sicurezza o protezioni laterali) che prevengono le cadute dall'alto. Nel caso un cui queste tipologie di protezioni non fossero adottabili o insufficienti a garantire la sicurezza del lavoratore, si provvederà all'impiego di Dpi personali.

Ci sono delle regole basilari che bisogna seguire per utilizzarli in totale sicurezza:

  • devono essere controllati prima di ogni utilizzo e bisogna verificare di averli indossati adeguatamente, per questo motivo l'utilizzo di tali dispositivi è possibile solo dopo aver seguito una formazione adeguata e specifica;
  • risulta quasi scontato affermare che bisogna sempre impiegare dispositivi conformi e adeguati all'attività che si sta per svolgere;
  • dopo una caduta è necessario far visionare il dispositivo a un esperto per verificare eventuali danni e procedere alla conseguente manutenzione o sostituzione (delle parti danneggiate o dell'intero dispositivo);
  • non bisogna mai lavorare da soli o senza controlli;
  • necessario un programma di salvataggio prima del loro impiego;
  • gli utilizzatori/dipendenti devono sapere gestire e garantire dei soccorsi in maniera autonoma, almeno nei primi dieci/venti minuti dall'allarme. Quindi devono essere precedentemente addestrati, fondamentale è non improvvisare MAI;
  • devono essere adeguati anche alla corporatura dell'utilizzatore;

È compito dell'azienda o del datore di lavoro nominare un responsabile dei controlli e documentarne il lavoro svolto.

La norma UNI EN 365 riguarda i requisiti generali minimi per le istruzioni d'uso, la manutenzione, l'ispezione periodica, la riparazione, la marcatura e l'imballaggio.

Manutenzione → necessaria per assicurarsi di avere un dispositivo al massimo della sua efficienza e adeguatezza. Bisogna quindi procedere a una pulizia periodica e a un corretto stoccaggio.

Riparazione → da attuare quando nei DPI si notano dei difetti. In alcuni casi questi potrebbero non essere riparabili, perciò è obbligo procedere alla sostituzione dell'intero DPI. Le riparazioni devono essere svolte da personale preparato, formato e autorizzato dal fabbricante.

Ispezione periodica → la durata massima del dispositivo solitamente è indicata dal fabbricante, ed è valida solo se vengono rispettate tutte le indicazioni di utilizzo e le raccomandazioni di conservazione (controllare quindi sempre il libretto d'uso).

L'ispezione periodica è una delle procedure da svolgere affinché il dispositivo sia sicuro. Si effettua almeno ogni dodici mesi, ma la sua frequenza può variare sulla base di alcuni fattori, tra cui la legislazione, la frequenza d'uso, le condizioni ambientali. Essa prevede il controllo di eventuali difetti e deve essere condotta da persone competenti, cioè che conoscono le procedure nel dettaglio (seguendo anche i suggerimenti del produttore) e che eventualmente abbiano seguito corsi di addestramento specifici.


Marcatura

I DPI anticaduta devono essere contrassegnati da un'etichettatura che dia informazioni riguardo:

  • il marchio CE e il numero dell'ente certificatore;
  • il nome del fabbricante;
  • la norma EN di riferimento;
  • la data di fabbricazione;
  • i dati relativi alla sua identificazione: nome, modello, codice.

Assieme all'etichettatura, il dispositivo dovrà essere provvisto del libretto d'uso, di un attestato di certificazione e di alcune note informative, tra le quali:

  • istruzioni sull'utilizzo, la pulizia, la manutenzione;
  • gli accessori che possono essere compatibili con quello specifico DPI e le caratteristiche che i pezzi di ricambio devono avere;
  • l'imballaggio migliore per il trasporto del DPI;
  • i risultati degli esami tecnici sperimentati al fine di verificare i livelli e le classi di protezione.


Sistema arresto caduta con connettori, cordino e assorbitore

Composto da un'imbracatura (che è lo strumento di presa del corpo) più un sottosistema di collegamento, cioè un dissipatore di energia attaccabile a un punto di ancoraggio e che ha la funzione di arresto caduta.

Fondamentale sapere che tutti i componenti devono essere compatibili tra loro e quindi non potrà esistere un sistema universale, ma cambierà a seconda dell'uso, delle condizioni e dell'attività lavorativa.

Cordino → è l'elemento intermedio e può essere composto da diversi materiali, quali la fibra sintetica, la fune metallica, la cinghia o la catena. Esso si attacca a un punto di ancoraggio (fisso o mobile) per evitare così un eventuale impatto al suolo. Ha una lunghezza massima di due metri. In associazione con l'assorbitore di energia fa in modo di limitare le sollecitazioni sull'imbracatura.

Connettori → dotati quasi sempre di moschettoni con chiusura a bloccaggio manuale o automatico. Sono arrotondati o lisci per non procurare lesioni all'operatore e tagli alle parti in tessuto degli altri componenti del sistema anticaduta.

Questo sistema è adatto a interventi di breve durata quando si prevede il rischio di caduta dall'alto ove si trovino coperture piane, inclinate o percorsi di transito. Il suo impiego risulta inoltre indispensabile quando non siano presenti linee vita. È adatto per attività per le quali non ci sia la necessità di avere ampi spazi di movimento.

Ci sono delle problematiche: innanzitutto può essere usato da un solo operatore per volta; lo spazio di movimento è limitato, dovuto al raggio del cordino; i movimenti sono forzatamente lenti perché l'operatore è costretto ad attaccare e staccare il dispositivo di collegamento. Inoltre le sezioni in tessuto rischiano un rapido deterioramento a causa dell'attrito. Non si può impiegare su linee di ancoraggio con un'inclinazione che superi i 15 gradi.

Attenzione: questo sistema NON evita le cadute, ma si limita ad accorciare la lunghezza della caduta e a sospendere l'operatore dopo l'arresto.


Cintura di sicurezza

Riferimento alla norma UNI EN 358.

Essa è un dispositivo di sicurezza → rende impossibile la caduta. La sua funzione è quella di trattenere la persona in caso di scivolamento o rotolamento.

Attenzione: NON adatta per tentare di fermare una caduta dinamica. La cintura di sicurezza è un dispositivo di trattenuta e non di protezione contro la caduta dall'alto e di arresto caduta.

Si può combinare ad altri elementi e formare così un sistema di trattenuta.

È composta da cinghie che si adeguano perfettamente a varie taglie e corporature e vanno a cingere vita, bacino, addome e fianchi. A volte presenta un sistema di sostegno posteriore a spalle e gambe.

I materiali sono fibre tessili resistenti alle muffe, alle sollecitazioni dinamiche e all'invecchiamento.

È importante, come tutti i DPI, che venga mantenuta in buono stato, eseguendo sostituzioni e riparazioni periodiche (in modo tale da garantire lo stesso livello di efficienza).

Affinché la cintura di sicurezza possa dirsi efficace deve trovarsi quindi in buono stato di conservazione e non impiegata in modo scorretto (stando anche attenti alle alte temperature).


Imbracatura

Riferimento alla norma UNI EN 361.

La sua funzione è quella di supporto per un sistema di arresto caduta. Quindi il corpo, in caso di caduta, verrà sospeso e le tensione distribuite su di esso.

Essendo un dispositivo che fa parte di un sistema di terza categoria, cioè contro rischi gravi o morte, necessiterà di una formazione e un addestramento adeguati per coloro che lo impiegheranno. Non soltanto su come indossarlo, ma anche sulle modalità di ancoraggio al punto fisso.

Il suo uso risulta obbligatorio quando si presenta il pericolo di caduta dall'alto, nonostante l'adozione di misure tecniche di prevenzione (anche collettive) o l'impossibilità a usare DPI tecnici.

I nastri e le cinghie, adattabili a varie taglie, sono di tessuti tessili sintetici resistenti a muffe, sollecitazioni dinamiche e invecchiamento (proprio come le cinture).

Come ogni Dpi, fondamentali sono una buona e regolare manutenzione e pulizia.

L'imbracatura deve essere sempre abbinata a un sistema di arresto cadute e solo un personale informato e addestrato può usarla e maneggiarla.


Dispositivo retrattile

È un dispositivo a lunghezza variabile che collega un punto fisso e un'imbracatura.

È dotato di un sistema autobloccante e di un sistema automatico di tensione e ritorno del cordino.

Esso permette grande mobilità sdi movimento rispetto a un sistemo con cordini di tipo fisso perché non bisogna impegnarsi in operazioni di regolazione.

Il materiale di cui è formato può essere la fibra continua vergine o tessile (resiste a muffe, sollecitazioni e invecchiamento) oppure acciaio inossidabile o zincato.

Attenzione: esso NON blocca un lento scivolamento, ma arresto le eventuali cadute nel vuoto oltre la barriera.

Fondamentale è valutare il piano di camminata e del posizionamento dell'ancoraggio per evitare l'effetto pendolo.


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Commenti utenti
Antonio Greco ha scritto il 19 febbraio 2020 alle ore 21:19

Gentile Direzione, avrei necessità di conoscere qual'è il tipo DPI di 3° CAT anti caduta che occorre utilizzare per l'allestimento di un ponteggio su ruote (trabattelli) di altezza fino a 8 mt per esterno. Grazie per la vs disponibilità. Geom. Antonio Greco

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