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DPI per la protezione della testa

Martedì 24 Ottobre 2017

I Dpi per la protezione del capo sono fondamentali in alcuni ambienti di lavoro e la loro scelta deve essere valutata sulla base dell'attività lavorativa da svolgere.

I Dpi per la protezione del capo sono fondamentali in alcuni ambienti di lavoro.

La loro scelta deve essere valutata sulla base dell'attività lavorativa da svolgere, determinando quindi i requisiti di prestazione necessari. Imprescindibile è anche il consulto del lavoratore interessato.

Qualora un dispositivo di protezione della testa fosse scelto sulla base di rischi non valutati correttamente o venisse impiegato non seguendo le indicazioni del fabbricante e delle marcature, il suo utilizzo risulterebbe vano.

Colui che ha il compito di procedere alla valutazione dei rischi è il datore di lavoro, che deve allora attuare delle misure di sicurezza necessarie a eliminarli o almeno ad attenuarli. Nel caso in cui questo non fosse possibile o non sufficiente, si rende obbligatorio l'utilizzo di elmetti di protezione e caschetti.


Affinché un elmetto o un copricapo siano funzionali e proteggano adeguatamente il lavoratore, devono innanzitutto essere confortevoli, ciò significa che la loro scelta deve essere guidata sulla base del loro peso, dell'ergonomia, della ventilazione e del loro adattamento alla testa.


La rottamazione di questi DPI varia a seconda dei fabbricanti, ma indicativamente può andare dai 3 ai 10 anni. Si possono rispettare tali tempi solo se se n'è fatto un uso corretto seguendo istruzioni e indicazioni.

Il caschetto o l'elmetto dovranno essere cambiati obbligatoriamente in caso di urto, perché non più in grado di proteggere l'utilizzatore. Indossare infatti un casco danneggiato (o anche non a norma di legge) può incrementare i rischi di lesioni, con una percezione dell'urto addirittura raddoppiata


I rischi:

  • meccanici e termici: derivanti da frammenti o detriti, dalla caduta di oggetti, dalla penetrazione di oggetti appuntiti o taglienti, spruzzi di materiale fuso, urto con oggetti fermi e fiamme.

    Le conseguenze possono essere: escoriazioni, ematomi, traumi mortali e ustioni;

  • elettrici: causati dal contatto del Dpi con elementi in tensione o con cavi elettrici tranciati.

    Le conseguenze possono essere: stordimenti, perdita di conoscenza, morte;

  • chimici: causati da spruzzi di materiale e colate.

    Le conseguenze possono essere: ustioni, lesioni cutanee e danni a tessuti ossei.


EN 397 elmetto di protezione per l'industria

È un copricapo che ha l'obiettivo di proteggere la parte superiore della testa di chi lo indossa contro possibili danni da parte di oggetti in caduta.

È formato da calotta e bardatura composti da materiali durevoli1.

La calotta deve garantire una protezione il più possibile uniforme e coprire la parte superiore del capo fino a scendere al bordo superiore della fascia sulla parte frontale dell'elmetto.

Gli elmetti non devono presentare spigoli o parti taglienti.


Requisiti obbligatori:

  • assorbimento degli urti: deve mostrare una resistenza massima agli urti di 5 Kg da 1m di altezza;

  • resistenza alla penetrazione: la punta di percussione non deve toccare la testa. L'elmetto deve mostrare una resistenza di 3 Kg da 1m di altezza;

  • resistenza alla fiamma: la calotta (o meglio i materiali di cui è composta) non devono bruciare a seguito di emissioni di fiamme dopo 5 secondi dall'allontanamento dalla fiamma;

  • ancoraggio sottogola: data una forza esercitata sull'elmetto, questa non deve impedire la possibilità di rompere l'ancoraggio. Deve quindi garantire lo sgancio del sottogola in caso di impigliamento o sollevamento.


Requisiti facoltativi. Stampati, impressi o su etichetta adesiva:

  • -20°C/-30°C l'elmetto viene collocato in una stanza per 24h consecutive a una temperatura di -20° o -30°C e in seguito sottoposto a test di penetrazione e impatto;

  • 150°C → l'elmetto viene collocato in una stanza per 60 minuti a una temperatura di 150°C e in seguito sottoposto a test di penetrazione e impatto;

  • 440 VAC. Il seguente test non può essere passato da elmetti che presentano buchi di aerazione sulla superficie;

  • LD → indica la resistenza alla deformazione laterale;

  • MM → indica la resistenza a schizzi di metallo fuso.


Ogni elmetto deve esse marchiato CE e accompagnato da:

a) il numero della norma che rispetta (in questo caso sarà EN 397);

b) il nome o il marchio del fabbricante;

c) l'anno e il trimestre di fabbricazione;

d) il tipo di elmetto (seconda la designazione del fabbricante). Tale indicazione deve comparire sia sulla calotta sia sulla bardatura;

e) la taglia o la gamma di taglie, espresse in cm. Tale indicazione deve comparire sia sulla calotta sia sulla bardatura;

f) l'abbreviazione che indichi il materiale di cui è composta la calotta, conforme alla norma EN 472 (ABS, PC, HDPE).


Il DPI deve anche essere accompagnato da un'etichetta che contenga informazioni quali:

  • bisogna regolare l'elmetto secondo la taglia e la testa dell'utilizzatore;

  • qualora l'elmetto subisse un urto, andrebbe obbligatoriamente sostituito;

  • non bisogna modificare o sottrarre i componenti originali dell'elmetto;

  • non bisogna aggiungere accessori che non siano consigliati e indicati dal fabbricante;

  • non bisogna applicare vernici, solventi, adesivi, etichette, a meno che non risultino essere conformi alle norme indicate dal fabbricante.


Informazioni ulteriori sono:

a) nome e indirizzo del fabbricante;

b) istruzioni e informazioni riguardo l'uso, la regolazione, il montaggio, la pulizia, la manutenzione, il magazzinaggio e il controllo del DPI;

c) i dettagli riguardo gli accessori e le parti di ricambio adatte;

d) quale significato hanno le sigle dei requisiti facoltativi;

e) i limiti di impiego;

f) informazioni sulla data o sul periodo di scadenza, sia del DPI sia dei suoi componenti;

g) indicazioni per l'imballaggio corretto per il trasporto dell'elmetto.


EN 812 copricapo antiurto per l'industria

Ha lo scopo di proteggere contro oggetti duri e immobili che possono causare lacerazioni o ferite superficiali. Non protegge dalla caduta o dal lancio di oggetto o carichi sospesi in movimento.

I test a cui sono sottoposti per verificarne le prestazioni sono simili a quelle dei DPI della norma EN 397, ma con un minor livello di energia.

Deve esserci la possibilità di regolare la bardatura per avere un maggiore comfort.

Il DPI non deve presentare spigoli o sporgenze e le cuciture non devono provocare abrasioni.


Ogni copricapo antiurto deve esse marchiato CE e accompagnato da:

a) il numero della norma che rispetta (in questo caso sarà EN 812);

b) il nome o il marchio del fabbricante;

c) l'anno e il trimestre di fabbricazione;

d) il tipo di copricapo (seconda la designazione del fabbricante). Tale indicazione deve comparire sia sulla calotta sia sulla bardatura;

e) la taglia o la gamma di taglie, espresse in cm. Tale indicazione deve comparire sia sulla calotta sia sulla bardatura;

f) l'abbreviazione che indichi il materiale di cui è composta la calotta, conforme alla norma EN 472 (ABS, PC, HDPE).


Il DPI deve anche essere accompagnato da un'etichetta che contenga informazioni quali:

  • ATTENZIONE QUESTO NON È UN ELMETTO DI PROTEZIONE PER L'INDUSTRIA;

  • questo copricapo non protegge dagli effetti della caduta o del lancio di oggetti né da carichi sospesi o in movimento. Non bisogna usarlo in sostituzione di un elmetto conforme alla norma EN 397;

  • questo copricapo è progettato per assorbire energia di un colpo attraverso la distruzione o il danno parziale della calotta e della bardatura. Anche se il danno non è visibile, il DPI deve essere sostituito;

  • modificare o sottrarre i componenti originali del copricapo è pericoloso, a meno che non sia indicato dal fabbricante. Non bisogna applicare accessori che non siano raccomandati dal fabbricante;

  • non utilizzare vernici, solventi, adesivi, etichette sulla superficie del copricapo, a meno che non siano conformi alle indicazioni e alle istruzioni che accompagnano il DPI.


Informazioni ulteriori sono:

a) nome e indirizzo del fabbricante;

b) istruzioni e informazioni riguardo l'uso, la regolazione, il montaggio, la pulizia, la manutenzione, il magazzinaggio e il controllo del DPI;

c) i dettagli riguardo gli accessori e le parti di ricambio adatte;

d) quale significato hanno le marcature;

e) i limiti di impiego;

f) informazioni sulla data o sul periodo di scadenza, sia del DPI sia dei suoi componenti;

g) indicazioni per l'imballaggio corretto per il trasporto dell'elmetto.


I copricapi per le discipline sportive rispondono ad altre normative e non possono essere utilizzati per proteggere il capo durante attività lavorative.


Esistono elmetti a elevata prestazione per l'industria, conformi alla norma EN 14052. Questi rispettano standard superiori ai comuni elmetti da lavoro e sono sottoposti a test simili a quelli della norma EN 397, ma con un impatto di energia superiore.


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1Per materiali durevoli si intendono materiali che non subiscono alterazioni considerevoli a seguito dell'uso o dell'invecchiamento.

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