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Cuffie antirumore e altri Dpi: difesa contro i rischi del rumore

Venerdì 14 Aprile 2017

I rischi del rumore, la normativa di riferimento e i prodotti per la protezione individuale

Il rumore, se supera determinati livelli, può essere molto pericoloso, causando danni permanenti all'apparato uditivo (e non solo).

Innanzitutto occorre sapere che il rumore può essere:

  • acuto o grave, a seconda della frequenza delle onde sonore e si misura in Hertz (Hz);

  • lieve o forte, sulla base dell'intensità (cioè della pressione dell'onda sonora sul nostro orecchio) e si misura in decibel (dB).

L'orecchio umano può cogliere rumori a partire da 10 dB fino ad arrivare alla soglia del dolore di 120/140 dB. L'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha indicato delle soglie critiche per evitare danni all'udito; se, come abbiamo visto, la soglia del dolore è stimata intorno ai 120 dB, l'Oms consiglia di non esporsi a rumori superiori ai 90 dB.

Quali sono i rischi di un'esposizione a rumori troppo forti?

Le conseguenze che possono derivare da un'esposizione a rumori troppo forti sono di vario tipo:

  • ipoacusia (cioè danneggiamento fisico dell'apparato uditivo, con conseguente diminuzione della capacità uditiva);

  • danni al sistema nervoso, quali alterazione del comportamento, difficoltà di attenzione e concentrazione, stanchezza;

  • danni al sistema respiratorio;

  • danni al sistema circolatorio;

  • conseguenze sul senso dell'equilibrio e del movimento.

L'ipoacusia e le altre tipologie di danno sono tra le principali malattie professionali, ecco perché è fondamentale proteggere le proprie orecchie dai rumori tipici degli ambienti lavorativi.

I danni si hanno sia a seguito dell'esposizione giornaliera al rumore, sia dell'esposizione settimanale a esso.

In base ai rischi, il rumore si può anche distinguere in:

  • impulsivo, quando il rischio di superamento della soglia di danno è immediata e repentina;

  • continuo, quando il rischio deriva dalla combinazione di due fattori: tempo di esposizione al rumore e livello di rumorosità.

 

Che strumenti usare per la protezione dell'udito?

Gli ambienti di lavoro in cui le fonti di rumore sono innumerevoli e pericolose sono vari, per esempio il settore dei trasporti (in particolare aeroporti e strade), il settore delle costruzioni, l'industria estrattiva, metallurgica, del legno, il settore dello spettacolo, quello dell'agricoltura/pesca.

Gli strumenti per proteggere l'udito durante l'attività lavorativa sono dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) e rientrano nella seconda categoria (normativa europea 89/686/EEC).

Il loro fine principale è quello di diminuire i rumori rischiosi per il lavoratore, ma non impedirgli di udire avvisi di emergenza.

Devono, inoltre, essere scelti sulla base delle capacità di attenuare le diverse frequenze, infatti ogni Dpi ha caratteristiche diverse che si adattano ad ambienti, lavorazioni e attività differenti.

Si dividono in tre tipologie:

  1. cuffie: coprono, solitamente, rumori fino a 105 dB. Sono due conchiglie di plastica rigida con un rivestimento interno di materiale isolante. I bordi sono realizzati con materiale deformabile affinché ci sia una maggiore aderenza;
     
  2. inserti: coprono rumori fino a 95 dB. Si suddividono in monouso (è importante che questi non vengano lavati e riutilizzati, ma gettati subito dopo l'utilizzo) e riusabili;
     
  3. caschi: realizzati in materiali fonoassorbenti così da garantire un alto livello di attenuazione sonora. Coprono; solitamente, rumori fino a 105 dB.

 

Affinché cuffie e inserti si conservino più a lungo e senza danni, è necessario tenerli lontano da fonti di umidità e pulirli da qualsiasi traccia di sporco, onde evitare che eventuali impurità possano introdursi nel canale uditivo.

Le cuffie antirumore e gli altri Dpi sono obbligatori quando risulta impossibile diminuire il livello di rumorosità con metodi tecnici e quando il rumore supera i 90 dB istantanei o gli 85 dB medi giornalieri.

 

La normativa di riferimento

La norma principale che riguarda la protezione dell'udito è la UNI EN 352. Essa si suddivide in otto sezioni, ognuna delle quali si occupa di tipologie ben precise di protezione. Le prime tre riguardano i requisiti generali delle tre tipologie di Dpi:

  1. cuffie;
  2. inserti;
  3. cuffie per elmetti;


I controlli vengono condotti dalle Asl, dai dipartimenti provinciali e dalle amministrazioni comunali.

Il datore deve assicurarsi di ridurre i rumori nel luogo di lavoro, adottando e usando macchinari adeguati (es. sostituendo attrezzature obsolete) e servendosi di misure di sicurezza generali, quali l'insonorizzazione dei locali e delle macchine. Sempre riguardo i macchinari, deve effettuarne una manutenzione periodica e attenta. Al proprio personale deve fornire cuffie antirumore e Dpi adeguati e certificati. Infine fondamentale sarà il miglioramento dell'organizzazione del lavoro, cioè diminuire la durata e l'intensità delle ore di lavoro, intervallate a riposo.

I lavoratori devono aver diritto a un'adeguata formazione, quindi:

  • devono essere informati riguardo i rischi;

  • devono essere al corrente delle misure necessarie per ridurre il livello di rumorosità;

  • devono essere al corrente di quali sono i valori limite, da non superare;

  • devono essere istruiti sull'uso corretto dei Dpi;

  • devono essere informati sulle procedure per diminuire la loro esposizione al rumore.

 

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