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Scarpe antinfortunistiche: pulizia, usura e tipologie

Venerdì 12 Maggio 2017

La guida Lu.Bi per scegliere le scarpe giuste e mantenerle correttamente

Le scarpe antinfortunistiche sono fondamentali per garantire la salvaguardia e la sicurezza del lavoratore.

Le domande a cui rispondere prima di procedere al loro acquisto sono varie: con quale criterio bisogna sceglierle? Ogni quanto devono essere cambiate?

Noi di Lu.Bi service tenteremo ora di darvi piccoli consigli che possano esservi di aiuto.

Scarpe antinfortunistiche: una questione di scelte

Innanzitutto la scarpa deve essere scelta accuratamente sulla base dell'attività che si svolge. Ne esistono infatti di tipologie estremamente differenti con peculiarità che si adattano ai diversi settori: meccanica, carpenteria, macelleria, cantieristica, edilizia, sanitaria, alimentare...

Ecco perché è fondamentale avere una minima conoscenza delle caratteristiche delle scarpe antinfortunistiche che vengono indicate dai produttori con delle sigle riconosciute a livello internazionale.

Si procederà quindi ad acquistare una scarpa che segua determinate certificazioni e norme.

La scelta deve essere effettuata o dal datore di lavoro o dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP).


Tipologie

  • scarpa bassa e scarpa alta/stivale;

  • sandali → non prevedono una chiusura con lacci, ma con una cinghia di velcro;

  • zoccoli → adatti per mansioni in ambienti sanitari o ristoranti. Solitamente provvisti di una cinghia per la chiusura sul retro.

Si suddividono in due tipologie sulla base del materiale con cui sono realizzate:

  • Scarpe antinfortunistiche tipo I → di cuoio o altri materiali, tranne gomma o materiale polimerico;

  • Scarpe antinfortunistiche tipo II (*) → in gomma (vulcanizzata) o polimeriche (stampate).


Requisiti

Ci sono dei requisiti di sicurezza che sono obbligatori e altri invece opzionali.

I requisiti di sicurezza obbligatori sono i seguenti:

A

indica antistaticità

Riduzione al minimo dell'accumulo di scariche elettrostatiche. Nel caso in cui si presenti il rischio di scosse elettriche, bisognerà adottare misure aggiuntive.

La resistenza della calzatura può variare a seconda della flessione, della contaminazione e dell'umidità.

E

protezione del tallone agli urti

Riduzione dell'energia trasmessa ai talloni a seguito di un urto.

WRU

protezione dall'assorbimento o penetrazione dell'acqua

Nel caso in cui si lavori in condizioni di contatto con acqua o fango. Se tale contatto dovesse essere continuo, è preferibile munirsi di calzature di tipo II (*).

P

resistenza alla perforazione

Presenza di una soletta anti perforazione nella suola che garantisce la protezione dell'intera pianta del piede.


I requisiti di sicurezza opzionali invece sono:

HI

isolamento al calore

C

conduttività

CI

isolamento al freddo

HRO

Isolamento al calore da contatto

I

calzatura isolata elettricamente

M

protezione del metatarso

CR

resistenza al taglio

AN

protezione della caviglia

SRA/SRB/SRC

resistenza allo scivolamento.

SRC = SRA + SRB

FO

resistenza agli idrocarburi


Scarpe antinfortunistiche: le normative di riferimento

  1. EN ISO 20344 → stabilisce i requisiti generali e le metodologie di prova per verificare che la calzatura sia conforme a questi requisiti;
     
  2. EN ISO 20345 → indica calzature di sicurezza aventi il puntale resistente a 200J. Esso deve cioè sopportare, senza danni, la caduta di un oggetto dal peso di circa 20Kg da 1m di altezza. Le scarpe interessate da tale norma verrano contraddistinte dalla sigla S, cioè SAFETY (= sicurezza);
     
  3. EN ISO 20346 → indica calzature di protezione con puntale resistente a 100J. Esso deve cioè sopportare, senza danni, la caduta di un oggetto dal peso di circa 20Kg da mezzo metro di altezza. Hanno caratteristiche simili a quelle di sicurezza (vedi norma precedente), ma avendo il puntale con resistenza minore sono indicate dalla lettera P, cioè PROTECTION (= protezione);
     
  4. EN ISO 20347 → indica calzature da lavoro sprovviste di puntale. La lettera con cui vengono marchiate è la O, cioè OCCUPATIONAL (= professionale).


Scarpe di sicurezza:

Scarpe SB

Resistenza della suola agli idrocarburi. Puntale resistente a 200J. Suola antiscivolo.

Scarpe S1

SB / E / A

Scarpe S1P

SB / E / A / P

Scarpe S2

S1 / WRU (tomaia idrorepellente)

Scarpe S3

S2 / P (resistenza della suola alla perforazione)

Scarpe S4

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di S1 / FO

Scarpe S5

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di S4 / P (lamina anti-perforazione) / suola con rilievi


Scarpe di protezione:

Scarpe PB

Resistenza della suola agli idrocarburi. Puntale resistente a 100J. Suola antiscivolo.

Scarpe P1

PB / A / E

Scarpe P2

P1 / WRU

Scarpe P3

P2 / P

Scarpe P4

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di P1 / FO

Scarpe P5

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di P4 / P (lamina anti-perforazione) / suola con rilievi


Scarpe da lavoro:

Scarpe OB

Resistenza della suola degli idrocarburi. Senza puntale. Suola antiscivolo

Scarpe O1

OB / E / A

Scarpe O2

O1 / WRU (tomaia idrorepellente)

Scarpe O3

O2 / P (resistenza della suola alla perforazione)

Scarpe O4

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di O1 / FO

Scarpe O5

Calzatura di tipo II (*). Caratteristiche di O4 / P (lamina anti-perforazione) / suola con rilievi

 

Scarpe antinfortunistiche: considerazioni sulla durata

Le scarpe antinfortunistiche non hanno una durata predefinita da dover rispettare. Tutto dipende dall'uso che se ne fa (per esempio se quotidiano o meno) e dall'attività che si svolge. Ovviamente l'usura sarà maggiore rispetto alle scarpe per uso civile.

Il consiglio principale è che non si superino mai i sei mesi di utilizzo.

L'attenzione deve riguardare soprattutto l'usura di tomaia e suola. Nel primo caso le parti più a rischio sono le cuciture e i punti di contatto con il battistrada. Per quanto riguarda la suola, che è la parte della scarpa sottoposta alle maggiori sollecitazioni, la sua manutenzione dovrà essere periodica, pulendola e controllando possibili danni.

Qualora la scarpa dovesse risultare danneggiata, bisognerà procedere alla sostituzione, soprattutto a seguito di un infortunio (perforazione, schiacciamento del puntale...).


Pulizia della scarpa antinfortunistica

Affinché una scarpa antinfortunistica non si deteriori prima del tempo, bisognerà procedere a una pulizia periodica, tenendo conto sia del materiale sia della sezione che si vuole pulire.

Tomaia → dipende se realizzata in pelle o pelle scamosciata:

  • pelle: si avrà la premura di utilizzare una spugna inumidita con acqua calda, tamponando la zona di interesse. In alcuni casi si può usare il classico latte detergente o il latte per la pulizia di borse in pelle. L'asciugatura dovrà avvenire non vicino a fonti dirette di calore. Una volta che la calzatura sarà completamente asciutta, bisognerà procedere alla spazzolatura;

  • pelle scamosciata: non bisognerà utilizzare un panno bagnato, ma una spazzola con setole in gomma e procedere alla spazzolatura in maniera delicata. Se le macchie dovessero risultare più resistenti del previsto si può impiegare una gomma (quella classica da cancelleria) e poi di nuovo una spazzola per rimuovere i residui della gomma. L'unico prodotto che si può utilizzare è l'aceto bianco. Se le macchie dovessero essere di olio, si può procedere con un dischetto di cotone imbevuto di latte.

Suola → usare dell'acqua tiepida, ma procedere inizialmente spazzolando i residui più grossolani di sporco. Fare attenzione a non asciugare la suola con un getto diretto di aria calda.

Alcune calzature possono essere messe in lavatrice, ma in questo caso controllare al momento dell'acquisto o chiedere al rivenditore.

Sezioni di una scarpa antinfortunistica

  • Puntale → si trova in punta e ha il compito di protegge le dita. Inizialmente era realizzato in acciaio, risultando però troppo pesante. Si possono trovare oggi in commercio scarpe con puntale in alluminio o materiale composito.
     
  • Lamina anti-perforazione → inserita per proteggere il piede da oggetti appuntiti o contundenti. Anch'essa, come il puntale, era di acciaio, troppo pesante e rigido. Oggi si predilige il kevlar, che, a parità di peso con l'acciaio, è cinque volte più robusto. Esso, inoltre, garantisce maggior flessibilità e leggerezza.
     
  • Suola → deve essere certificata e avere determinate caratteristiche, cioè essere antiscivolo, antiacido, anti abrasione, antistatica e antiolio.


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